27 luglio 2006

Salviamo gli alberi delle città


Nel mezzo del cammin di nostra via, mi ritrovai per una strada spoglia ché la diritta pianta era smarrita!

Senza andare a scomodare l'effetto serra, il buco dell’ozono o i processi di desertificazione della foresta amazzonica.
Senza neppur invocare la pur giusta quanto dovuta manutenzione e cura di ville, parchi e giardini pubblici, non fosse altro per i tributi versati dal contribuente allo Stato anche per l’adempimento di questo servizio, pur vero è che nei grandi centri urbani come Roma, Milano, Genova, Napoli, Catania, ecc, ecc, di piante se ne vedono ben poche e… quelle poche - sopravvissute a smog, cemento, potature e parcheggi selvaggi - sono mal ridotte e versano in uno stato di abbandono del tutto inqualificabile!!!
Non solo, ma alcuni di questi alberi secolari, come ad esempio i pini di Via P. Orlando ad Ostia, i platani di Viale Tiziano a Roma o i faggi di Via Pessano a Milano, solo per citare qualche esempio, sono stati abbattuti e mai più ripiantati!
Di loro resta soltanto un macabro ricordo lungo il marciapiede: monconi di tronco che sporgono dall’asfalto infuocato!

25 Comments:

At 31 luglio, 2006, Anonymous roberta ratti said...

Mi sembra di aver capito che per il bosco di Gioia non ci sia stato nulla da fare. Sembra che gli alberi siano diventati i nostri più grandi nemici. Anche qui a Roma ne sono stati fatti fuori tantissimi. C'è una strada dove passavo nel 1950 per andare all'asilo e dove evito di passare ora perchè nuda e mi addolora il ricordo di alberi, dicono malati, dove si poteva trovare refrigerio d'estate. Certo, se gli alberi non vengono curati si ammalano. Questo abbattimento di verde è l'unica cosa che unisce i poli di destra e sinistra. UNITI CONTRO GLI ALBERI, potrebbero fare un terzo partito, sicuramente vincente.
A Trevignano (Roma) la strada trevignanese - provinciale credo - ha subito un blitz di incappucciati che di notte hanno abbattuto circa 200 alberi perchè ci sono tanti incidenti e chi corre ci va a sbattere. Allora si fa tottò agli alberi invece che fare tottò ai giovani incoscienti. Ora andranno a sbattere sul cemento e si salveranno la vita.

roberta ratti

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous Davide Garavaglia said...

Si parla tanto di salvare il verde, di fare qualcosa per migliorare le condizioni di vita delle persone, soprattutto di chi vive in queste "foreste di cemento", gente che a momenti non sà più nemmeno di che colore è il sole.
Alla fine della fiera le persone che dicono tante belle parole sullo sviluppo e sulla protezione del "patrimonio verde" del paese sono le stesse che compiono questi scempi e quelle che son bravi solo a parlare, ma che poi sono incapaci di fare cose concrete. una vera VREGOGNA!

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous Edoardo Velli said...

putroppo questa mentalità è frequente..anche il vicino di casa della mia fidanzata le si è rivolto dicendo:"guardi lei,è meglio che abbatta questi pioppi che sporcano la strada d'autunno"!!

la cosa piu triste è che sanno perfettamente quello che stanno facendo..ma non gliene frega una mazza!

schifo,schifo,schifo!

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous daniela signorino said...

non è possibile!!vivo a milano da 14 anni e ne ho 24, la mattina quando mi sveglio e provo a guardare il cielo, bhe signori il cielo non ce!!!a volte mi chiedo perchè anche io come milioni di altri ciechi continuo anche io a produrre e sopratutto mi chiedo per chi!!?forse dovrei domandarmelo un pò più spesso e smettere seriamente di fare abuso indiscriminato di gas di scarico...il mio piccolo messaggio è rivolto a tutti quelli che come me sono incastrati e ignari, e continuano a respirare piombo fuso, pensando di farsi del bene, svegliatevi e guardate la vostra pelle...ne vale la pena??

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous Massimo Mulinacci said...

Palazzi e natura devono effettivamente avere un giusto equilibrio.

Raccogliamo allora le firme per demolire almeno un terzo della città, per rimpiazzarlo con alberi; solo così arriveremo a ripristinare un equilibrio che non c'è.

Piantiamola con la coglionata di segare alberi ogni volta che qualcuno si sveglia con la luna (giusta? sbagliata?), perché questo è il criterio attuale.

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous Antonio Scogna said...

Io ho l'ufficio in zona Cenisio: in via General Govone stanno costruendo dei box (che nessuno comprerà) da circa due anni. La fine dei lavori era prevista per maggio 2005. Non saranno pronti prima di un altro paio di anni... Le decine di alberi che c'erano - dove oggi c'è una gigantesca voragine - sono stati abbattuti. Al loro posto, quando tutto sarà finito (quando?), avremo dei cespuglietti e qualche fragile alberello.
Altro che grattacieli! Comune, provincia e regione dovrebbero pensare a rendere più vivibile questa distesa di cemento che qualcuno chiama ancora Milano. Ma non siamo in Baviera...

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous angela trupia said...

Amici milanesi Vi auguro di tutto cuore che possiate fermare questo tumore cementifero. Penso che come me tanti altre persone in tutta Italia Vi daranno il loro sostegno se non fisico, perlomeno morale. Io sono cresciuta nella vicina Pavia e so come è soffacante la bella Milano, resistete anche per chi come me viene di tanto in tanto a farVi visita.

 
At 31 luglio, 2006, Anonymous MIRKO COLAIANNI said...

Ciao, penso sia davvero scandaloso il voler eliminare del verde in una città come Milano dove di verde hanno solo la faccia degli interisti ke non vincono da decenni nonostante le "biricchinate" del Tronchettino Provetta & Company...
Tutti dovremmo salire su di un albero per impedire lo scempio.
Vergognatevi, i figli dei figli dei figli dei miei figli respireranno Merda allo stato grezzo se continuate con questa distruzione del MONDO.
SONO CON VOI: TOTALMENTE!!!
MIRKO, Bari.

 
At 03 agosto, 2006, Anonymous maurizio@ilbaruffi.it said...

BASTA SEGHE CHE TAGLIANO GLI ALBERI DELLA NOSTRA CITTA'!
GIU' LE MANI DAI GIARDINI DI QUARTIERE!

Ogni albero in città ha un valore immenso, perché la sua presenza rende più sopportabili le estati calde, perché aiuta a ridurre l'inquinamento, perché spezza la terribile sequenza di asfalto, cemento e lamiera di Milano.
Il 21 marzo e' il primo giorno di primavera. Vogliamo che sia la giornata della festa degli alberi.
Una festa in difesa degli alberi esistenti.
Sono troppe le minacce: parcheggi sotterranei, nuove costruzioni, strade, cantieri.
Gli alberi di Milano, quelli sani e quelli malaticci, quelli in pericolo e quelli che possono stare tranquilli, lanceranno tutti insieme l'allarme il 21 marzo.
Vestiamoli di giallo o di arancione, saranno il simbolo della città che non accetta il sacrificio del verde a favore del cemento e dell'asfalto.
Info: www.ilbaruffi.it
maurizio@ilbaruffi.it

 
At 03 agosto, 2006, Anonymous Letizia Coppetti said...

FIRENZE_ 40 mila esemplari nei viali e nei giardini fiorentini. Vincono i tigli seguiti dai platani.

Sono presenze silenziose, discrete, a volte maestose. Non ci facciamo quasi più caso, invece sono compagni di vita di cui non potremmo mai fare a meno. Stiamo parlando degli alberi, della cui necessità per la vita dell’intero pianeta spesso ci scordiamo. Si sente molto parlare della foresta amazzonica e dei pericoli che corre, ma non ci soffermiamo mai a pensare quanti sono e come stanno gli alberi di casa nostra, quelli che crescono lungo le strade o dentro i parchi cittadini. Li vediamo tutti i giorni, passando veloci in auto lungo i viali di circonvallazione, ma li abbiamo mai osservati davvero?

C’è chi lo fa per noi. La direzione ambiente del Comune di Firenze, come quella di altri Comuni, ha avviato da tempo un censimento del patrimonio arboreo cittadino, che è stimato intorno agli 80 mila esemplari. Gli alberi di proprietà del Comune sono quelli presenti lungo le strade, nei giardini e nei parchi comunali, nelle scuole materne, elementari e medie. Non vengono quindi censiti quelli presenti nei giardini privati, negli ospedali (ne è proprietaria l’Asl), lungo la ferrovia. Il censimento è cominciato nel 1992 con un rilevamento aereo, che ha dato un’iniziale idea del numero e della localizzazione degli alberi presenti. A questo punto ha preso il via un lavoro – che possiamo definire certosino – di posizionamento delle piante su una cartografia informatizzata. Nel 1998 le alberature presenti nelle strade cittadine di maggior transito erano state censite e negli anni successivi i dati sono stati via via aggiornati e ampliati. Dal 2002 il lavoro è stato affidato alla cooperativa Ciclat San Marco di Fi renze, nella quale sono confluiti alcuni lavoratori – agronomi, forestali e periti agrari – che avevano condotto il progetto in precedenza.
«Nella scheda compilata dai tecnici della Ciclat – affermano dall’Ufficio alberature e parchi della direzione ambiente del Comune – vengono annotate la specie e le principali osservazioni in merito allo stato sanitario e vegetativo dell’esemplare; in alcuni casi vengono condotti approfondimenti, anche con l’ausilio di strumenti specifici, per poter definire il tipo di intervento da effettuare. Tutte queste informazioni sono riportate sul Sistema informativo territoriale del Comune di Firenze e, tramite un data-base, possono essere visualizzate e aggiornate. La consultazione dei dati così ottenuti permette ai tecnici del Comune una migliore gestione e programmazione dei lavori di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria».


La carica dei 40 mila
Al 5 marzo 2004 risultavano censiti circa 40 mila alberi: le specie più rappresentate sono il tiglio (4913 esemplari), il platano (4098), il bagolaro – conosciuto anche come “spaccasassi” per la durezza delle sue radici – con 3920 alberi, il pino (3209), il leccio (2935), il cipresso (2237). Sotto i mille esemplari robinia, mirabolano (conosciuto anche come ciliegio-susino), pioppo nero e bianco, olivo, ippocastano. Il restante 32,5% è rappresentato da altre specie (oltre cento diverse, tra cui il liquidambar, il libocedro – un esemplare famoso è quello del Bobolino – e l’ailanto).
Il 75% degli alberi è risultato in buona salute, mentre il 21% deve essere tenuto sotto controllo. Nel restante 4% dei casi le piante presentano gravi difetti, che spesso ne suggeriscono l’abbattimento. Tali percentuali sono dovute spesso al cancro del platano e dei cipressi e ad altre malattie che colpiscono ippocastani e olmi. Ma è da sottolineare anche il comportamento di molti automobilisti, che quando parcheggiano sembrano scordarsi degli alberi. Anche gli incidenti stradali possono provocare numerosi danni alle piante, minandone la salute.


Vecchi e nuovi
Molti alberi, specialmente lungo i viali di circonvallazione e intorno alla Fortezza da Basso, sono assai vecchi (hanno più di cent’anni!) e quindi vanno controllati spesso. Oltre il 40% ha circonferenze superiori ai 120 centimetri. Le piante più grandi e maestose (sopra i 4 metri di circonferenza) sono per lo più platani e quasi tutti si trovano alle Cascine.
Gli alberi di Firenze hanno bisogno in molti casi di essere rinnovati, e qui si apre il dibattito se ripiantare le stesse specie o rivolgersi invece ad altre. «Occorre chiedersi a cosa servono gli alberi – afferma il dottor Eraldo Collini, a capo della direzione ambiente del Comune di Firenze –, oltre a donarci ossigeno e ombra e a rappresentare parte del paesaggio monumentale della città. Ci sono specie ad esempio che aiutano a combattere l’inquinamento, “intrappolandolo” nelle loro foglie: ottime in questo senso le latifoglie caducifoglie, meno buone le conifere». Ultimamente al posto dei platani vengono posti acero e liriodendro, che fa bellissimi fiori giallo-arancioni e molto profumati. Perché gli alberi, oltre agli scopi tradizionali, hanno una funzione a cui spesso non pensiamo, quella estetica: con la loro bellezza influenzano positivamente l’umore. La prossima volta, quindi, non limitatevi a vederli: guardateli, amateli e rispettateli!

 
At 03 agosto, 2006, Anonymous Chieti said...

CHIETI_ Alberi più tutelati
La Provincia approva il regolamento: abbattimento solo per pubblica incolumità

D'ora in poi nella Provincia di Chieti sarà possibile tagliare alberi solo per motivi di pubblica sicurezza, e anche in questi casi ci sarà l’obbligo di rimpiantarli dello stesso tipo e delle stesse dimensioni. È quanto prevede il regolamento approvato dal consiglio provinciale il 24 novembre su proposta dei Verdi.
«Con l’approvazione di questo documento finalmente vengono recepite le disposizioni di una circolare ministeriale del 1966», dichiara Alex Caporale, capogruppo degli ambientalisti in Provincia, «il regolamento, già in vigore in alcune Province e Comuni italiani, si inquadra nelle più vaste azioni per la tutela ambientale che le amministrazioni pubbliche, che hanno aderito al Protocollo di Kjoto, devono porre in essere attuarne i principi, in particolare quello della riduzione delle emissioni inquinanti che aumentano l’effetto serra».

Il regolamento stabilisce che il taglio degli alberi, in particolare lungo le strade provinciali, è vietato. Si possono abbattere solo per pericolo imminente, piante ammalate, esecuzione di opere pubbliche.
«Finalmente cominciamo a vedere gli alberi non più come ostacoli alle attività umane ma quali beni cui vengono riconosciuti valore culturale, ambientale e paesaggistico degni di tutela e conservazione», aggiunge Caporale, «si pensi che sono sufficienti 3 alberi strategicamente piantati per ridurre tra il 10 e il 50 per cento il consumo energetico di un edificio con conseguente riduzione di produzione di anidride carbonica».

 
At 03 agosto, 2006, Anonymous Giorgio Baldizzone said...

QUALE COMPENSAZIONE PER GLI ALBERI ABBATTUTI IN CITTÀ?
La presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate o comunque di aree dotate di arredo verde consente di migliorare decisamente il paesaggio urbano e rendere più gradevole la fruizione della città, garantendo nel contempo molti benefici ai suoi abitanti: freno alle polveri e ai rumori, ospitalità per gli uccelli e altra fauna minore, frescura estiva.
Il verde è, tuttavia, una componente viva e dinamica che ha esigenze specifiche in termini di spazi e tempi di crescita e risente non poco delle modificazioni dei parametri ambientali, soprattutto in relazione all’immissione nell’aria e nel suolo di agenti inquinanti diversi. In questo quadro composito ricco di criticità, ma anche di nuove opportunità per la gestione del verde, grande interesse riveste l’esame critico della complessa problematica riguardante gli abbattimenti degli alberi in ambito urbano, oggetto di ampia discussione anche sulla stampa locale astigiana.
Le trasformazioni della città, soprattutto quelle riguardanti l’adeguamento e modernizzazione della viabilità, comportano frequentemente interventi anche a carico delle piante ivi presenti. Ciò può tradursi nell’eliminazione o, in casi più sporadici, nel trapianto degli esemplari arborei. Con specifico riferimento alla città di Asti, un serrato dibattito si è aperto sull’ipotesi di risistemazione di piazza Alfieri secondo l’impostazione originaria, priva di alberi, in considerazione anche delle esigenze della corsa del Palio. Accanto alle difficoltà tecniche intrinseche nell’opera di trapianto di esemplari particolarmente vetusti e ai cospicui impegni finanziari necessari per interventi di questo tipo, considerando anche il reticolo di tubazioni, cavi e altro disseminati nel sottosuolo, s’impongono nella riflessione anche valutazioni di ordine più specificatamente metodologico. Un utile riferimento, al riguardo, è rappresentato dalla Carta internazionale del restauro del verde storico, detta Carta di Firenze, che prevede per i parchi e giardini storici un’estrema cautela negli interventi, a vario titolo, di ripristino.
Anche il verde di una realtà urbana di consolidato valore storico, quale piazza Alfieri ad Asti, può essere interpretato senza eccessive forzature in questa prospettiva. In ogni caso un’opera integrale di ripristino di Piazza Alfieri, appare non praticabile, in quanto, come ricordato giustamente dall’arch. Mazzarolli, l’impronta generale è stata ampiamente modificata da nuove costruzioni, come il palazzo della Provincia, o rifacimenti di quelle esistenti con aggiunta di abbaini o vetrine in stile moderno sporgenti sul marciapiede.
Con riferimento, inoltre, agli interventi a carico della vegetazione per la realizzazioni di nuove rotatorie stradali e di lavori di risistemazione di piazze e pubbliche vie, merita sottolineare come queste opere, pur avendo ovviamente come intrinseca finalità l’interesse pubblico, non possono trascurare od eludere l’altro importante interesse collettivo, riguardante la disponibilità di verde da parte della cittadinanza, di fatto compromesso dall’abbattimento degli alberi. Considerato il danno e anche il trauma psicologico che l’abbattimento di alberi può comportare alla popolazione, appare ragionevole ipotizzare una norma conservativa di carattere generale che preveda per ogni albero sacrificato alla modernizzazione del sistema urbano che almeno altri 50 - o meglio ancora altri 100 - vengano messi a dimora in aree preferibilmente all’interno della città stessa o nella sua immediata periferia. Le possibilità di intervento nell’ambiente urbano sono innumerevoli.
La stessa città di Asti dispone di molte aree a parcheggio prive di copertura arborea. Si tratta di spazi che potrebbero consentire la messa a dimora di centinaia di nuovi alberi a tutto vantaggio della qualità estetica ed ecologica dell’ambiente urbano e della fruibilità e piacevolezza delle stesse da parte degli automobilisti. Nel caso di piantamenti nella cintura periferica non si tratterebbe necessariamente di realizzare nuovi parchi, nell’accezione classica di questo termine, bensì di pensare ad una sorta forestazione urbana. Questi anelli verdi potrebbero essere realizzati su suolo pubblico, utilizzando ad esempio le aree dei vari svincoli stradali, oppure su terreni di privati sensibili a queste tematiche. Interventi di questo tipo, se adeguatamente divulgati, potrebbero sicuramente trovare un ampio coinvolgimento della popolazione e delle associazioni ambientaliste, del mondo scolastico (qualcuno ricorda la legge relativa a un albero da piantare per ogni bambino nato?), nell’ottica di valorizzare al meglio il patrimonio di verde collettivo.
E, in questa prospettiva, quali alberi utilizzare? Appare interessante sottolineare la grande risorsa disponibile, in termini di rusticità, ma anche di decoratività, rappresentata da molti alberi tipici della flora autoctona astigiana come, tra gli altri, il carpino bianco (Carpinus betulus) o l’acero campestre (Acer campestre), che avrebbero la possibilità di trovare un valido impiego, anche conformati a siepe, tanto nella riqualificazione degli spazi urbani, come ad esempio anche la piazza antistante la stazione ferroviaria, tanto negli interventi di sistemazione delle aree più periferiche, in quanto efficace elemento di raccordo con il territorio agricolo.
La via della compensazione, così ipotizzata, potrebbe certamente rappresentare un contributo concreto e di agevole applicazione nella prospettiva di compendiare le molteplici esigenze presenti nella società attuale, da avviarsi, auspicabilmente, anche già nei mesi prossimi, favorevoli alla messa a dimora dei nuovi alberi. Non ultimo, ma prioritario, è però il delicato tema di come far crescere le piante, anche in conseguenza dei marcati cambiamenti climatici degli ultimi anni, caratterizzati non solo da anomali andamenti termici, ma anche da prolungati periodi siccitosi. Tale situazione ha reso decisamente più difficoltoso l’attecchimento e la crescita delle nuove piante messe a dimora nella generalità delle aree urbane del nostro Paese, tanto da consigliare l’urgente messa a punto di nuove strategie gestionali per poter far fronte a questa emergenza. Spesso infatti si vedono alberelli messi a dimora nell’inverno, stecchiti dopo pochi mesi per una manutenzione non continuativa, mentre altri sono scortecciati per i numerosi urti di autoveicoli dai quali non sono protetti con adeguata incastellatura di tutori in legno.
Tutti i buoni propositi di reimpianto devono essere supportati da un meccanismo efficiente, altrimenti è meglio conservare in piedi i vecchi alberi esistenti con la massima cura, pensandoci molto bene prima di decidere abbattimenti per motivi più o meno validi.

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous daniele s. said...

Ciao a tutti, ecco un'altra porcheria di chi non sa amministrare poi si fa il blocco al traffico xchè le polveri sottili sono aumentate.
Ma la conoscono la fotosintesi (Fotosintesi Processo mediante il quale, a partire da anidride carbonica e acqua e con l'utilizzazione della luce solare quale fonte di energia, vengono prodotti glucosio e OSSIGENO).Le piante producono OSSIGENO (PIANTA Nome comune usato per indicare qualunque membro del regno vegetale, vale a dire circa 260.000 specie di organismi autotrofi pluricellulari, tra cui muschi, felci, alghe, piante erbacee, arbustive e arboree, diffuse su tutta la superficie terrestre - tranne Milano).
Ragazzi mi dispiace x i milanesi, che secondo me se la sono voluta o cercata.
Auguri x un anno migliore a chi sta peggio.

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous fancky tresch said...

Ma quant'e' brutta quella ruspa!!!!!
Rossa non l'avevo mai vista!!!!
Se e' vero che un uomo o un ragazzo e'
salito su un albero per impedire che venga
tagliato...Beh quell'uomo e' il mio IDOLO!!!

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous filippo said...

Consiglio ai nostri politici/dipendenti di farsi un viaggetto a BERLINO,( a spese proprie ) tanto per vedere come si fa ad evere servizi pubblici efficenti e come il verde della citta viene curato e non disintegrato !!!!!

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous marcello p. said...

....commento citando un grandissimo della musica, Frank Zappa :«Alcuni scienziati affermano che l'idrogeno, proprio perché così abbondante, è il mattone fondamentale dell'universo. Io dico che nell'universo c'è più stupidità che idrogeno.»

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous ninetta said...

A Castelletto Ticino,il mio paese di adozione da 28 anni,sul Lago Maggiore,laddove il lago diventa stretto e nasce il Ticino,hanno trasformato l'ultima area boschiva davanti al lago in commerciale per costruire 4 nuovi centri commerciali, vicino ai centri già esistenti!Il lago è a 250 metri dalla nuova strada di servizio che sarà costruita,per consentire l'accesso ai mezzi di trasporto merci.Hanno spiegato che il bosco è brutto,di robinia pseudoacacia, ed è meglio sostituirlo con 4 capannoni e parcheggi per 1600 posti auto!Tutto questo mentre vigeva la circolazione a targhe alterne nel centro paese causa l'inquinamento da gas di scarico.Hanno scelto la settimana prima di Natale,per presentare il piano particolareggiato,così potrebbe passare in silenzio.AIUTOOOOOOO

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous FIORDALISO said...

Io vivo in un paese di tremila abitanti e di verde ne abbiamo ancora un po' ma anche da noi ce chi vedrebbe bene un bel parcheggio qua un centro commerciale la eccetera.
Purtoppo è questa mentalità scava buche che ci frega .
Ci hanno insegnato che bisogna creare economia , muovere soldi , creare occupazione, ma nessuno dice che crescita economica non significa sviluppo nel suo senso più ampio.
Il benessere dovrebbe servire a far "stare bene" le persone e io in una città come Milano in una " concrete jungle" starei malissimo.

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous giobetti ennio said...

Non per essere ripetitiva, ma: DOVE SONO I VERDI??? Sono loro lì arrampicati sugli alberi? Non mi pare proprio... Come sempre, se si vuole movimentare le coscienze, devono scendere in campo i comuni cittadini. teniamoci il verde! Abbasso le ruspe!!! E abbasso chi scende in campo solo quando si vedono elezioni all'orizzonte, sia premio Nobel oppure no.

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous bertolino frenz said...

Mi viene in mente che anche davanti a casa dove abito adesso, tre anni fa c'era un albero altro tre piani. Era in costruzione il parcheggio della nuova sede della polizia municipale di Bologna. Gli inquilini della zona si opposero facendo anche presidio e piantonando l'albero di persona. Chi lo voleva abbattere sosteneva che del resto era malato (tanto con una siringa si possono ottenere miracoli, immagino). Non appena il presido e' stato lasciato un attimo sguarnito l'albero e' stato spianato con buona pace di tutti. A chi si potevano rivolgere gli abitanti della zona ? Alla polizia municipale ???
Mi auguro che la visibilita' di questo blog permetta una partecipazione di massa tale da invertire, per una volta, l'ordine delle cose. In bocca al lupo !!!

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous gerry said...

voi cittadini vivete 24 ore al giorno in una camera a gas. avere qualche albero in più non cambia niente ( anche se sicuramente dispiace quando tagliano i pochi rimasti ). sveglatevi!!! scappate!!! fatelo per i vostri figli!!!!

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous mario franchi said...

Una vergogna, VERGOGNA! Stiamo facendo di tutto per rovinare il nostro mondo... ed in una città moribonda come Romao, non si vive più...

 
At 04 agosto, 2006, Anonymous Anonimo said...

merd, non posso uscire perché ho la broncopeste, e sono straconvinto che sia causata anche e soprattutto dall'aria fetente che respiro ogni giorno a Milano e dintorni...

 
At 23 agosto, 2006, Anonymous Marcello said...

Stanno iniziando le potature di quei maledetti platani sul lungoTevere!!!!
Speriamo che li seghino tutti!!!!

 
At 04 marzo, 2007, Anonymous Franke said...

Il cemento rende più del verde.Obbedendo a questo nuovo imperativo categorico , le amministrazioni sia di destra che di sinistra ( altre categorie mentali che ci vengono imposte )si trovano daccordo nella realizzazione dei cosiddetti servizi alla città . Sicchè per realizzare un "servizio " si abbattono alberi mal curati per farci parcheggi . Il messaggio è chiaro : muovetevi e non fermatevi , consumate e non ricaricatevi lo spirito , l'aria condizionata ve la comprate in casa che la frescura naturale è troppo gratuita.
Nella nostra città di Prato , nella civilissima Toscana, l'amministrazione comunale spinta dagli ex politici ora riciclati nei Consigli di amministrazione delle Società partecipate , ha deciso di ABBATTERE tutti i 94 alberi di alto e medio fusto che formano un boschetto ovale all'interno della piazza più lunga d'Europa , per far posto ad un mega parcheggio interrato dentro il centro storico . La sua bellezza ( ma sicuramente bisognosa di cura dato che gli alberi sono esseri viventi ) ha portato la piazza Mercatale a diventare il 4° posto del Cuore e il 1° in Toscana , nel censimento annuale del FAI Fondo Italiano per l'Ambiente .
Il Comitato cittadino ,contro questo scempio ha raccolto circa 10.000 firme . Serviranno a far tornare indietro il Sindaco Romagnoli e la lobby che c'è dietro ? Servirà a fargli capire che non lo voteremo più ? Ma se destra e sinistra sono tutti daccordo per questo tipo di operazioni finanziarie ?
Franke

 

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